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Pensieri di Gianluca

Il mondo sta cambiando, come meno te lo aspetti. E tu?

Castelletto di Rotzo e Monte Corno

Uscita classica questo sabato con Marines e soci. Tra i soci continua a mancare Il Tosto che sta facendo una preparazione segreta: peggio di Rasmussen.

La salita del Castelletto di Rotzo è una salita lunga ma facile (5% pendenza media e 9% di pendenza massima). Pedenze non proibitive, poco traffico, e tanti ciclisti!

17 tornanti per mettersi in pace con il mondo e salire in Altipiano. Gli ho presi né forte né piano. Gli ho presi al giusto ritmo per sentire il cuore che batteva forte, le gambe che facevano male, e il respiro profondo. Avevo bisogno forse di 170 tornanti oggi. Me ne son fatti bastare 17. 

Arrivati a Rotzo deviazione per la strada delle patate (Grande Giorgio) e un muro di qualche centinaio di metri in regalo (per la cronaca mi son letteralmente impiantato a 20mt dalla fine).

Da lì il lungo sali e scendi contro vento fino all’imbocco del Monte Corno.

E’ stata una bella pedalata, nonostante il freschino. Compagnia ottima. 

A proposito di compagnia il mio Garmin Edge 305 dopo 3anni e mezzo mi sa che mi ha detto bye bye. Lo schermo LCD non funziona più! Se vi serve qualcuno che perda o rompa qualcosa ultimamente è il mio forte.

Alcune note tecniche. Nel salire ho fatto degli allunghi alla soglia per questo la velocità è poco regolare. La mia VAM è stata di 1014 m/h. Chi dice di salire ai 30km/h probabilmente racconta una palla in quanto farebbe registrare una VAM di 1560 m/h che è poco umana.

    • #Bici
    • #Castelletto di Rotzo
    • #Garmin
    • #Monte Corno
  • 2 mesi fa
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  • Da Malo a Gambellara: Andata e Ritorno

    Marines in collaborazione con Nico giovedì pomeriggio ci pronostica il giro della Valle dell’Agno via Malo. Geograficamente parlando la cosa si prevedeva come semplice e tranquilla: Priabona, discesa a Cornedo, leggera salita fino a Recoaro, Passo Xon e poi a casa tutta in discesa! Ho detto geograficamente parlando perché secondo la toponomastica la Valle dell’Agno si estende da Cornedo a Recoaro mentre, scopriremo sabato strada facendo, che secondo il Nico si estende da Cornedo a Gambellara. 

    Ci incrociamo a Malo e si parte. Si sale subito per Monte di Malo da uno dei lati meno agevoli e anche meno trafficati. La giornata è calda anche se non limpida. Le gambe girano un po’ doloranti dal giorno prima. Arrivati in cima ci si ferma e si saluta Marco (che da lì a poco sfortunatamente cadrà rompendosi la clavicola: auguri di pronta guarigione!).

    Noi scendiamo verso Priabona, Cornedo, Brogliano e….via si sale per Quargnenta. Salita lunga e bella. Traffico poco. Paesaggi stupendi che ci accompagneranno da qui a Gambellara. Riempiamo le borracce a Passo Campanella. Poco sotto Castelvecchio, ci salutano Davide ed Elisa che decidono che la Valle dell’Agno vogliono vederla e quindi si dirigono a Valdagno per poi salire a Recoaro e farsi Passo Xon! 

    Noi scendiamo verso San Pietro Mussolino e da qui sfruttando le pendenze agevoli facciamo alte velocità trainati da Giorgio e Claudio, fino a quasi Arzignano dove poco prima si gira seguendo l’indicazione Monte Calvarina! Dall’inizio la strada pende troppo per i miei gusti…e non solo per i miei. Purtroppo dopo pochi km di salita Andrea ci deve salutare per problemi meccanici. 

    I dati dicono 4.4km di salita con una pendenza media vicina all’11% che tradotto ad inizio Marzo significa tanta, tanta, tanta fatica e acido lattico come se piovesse!!! Il paesaggio e la strada meritano un 10 e lode però che pendenze, ragazzi. Si sale piano e sembra non finire mai.

    La discesa è bella e panoramica. Pausa caffè a Roncà (siamo in provincia di Verona) e agevole ritorno quasi tutto in piano e sopra i 30km/h verso casa. Attorno al km 100 la luce si spegne e mi trascino fino a casa.

    Il cuore in questo inizio di stagione sale e scende bene, sicuramente meglio che in altre stagioni, le gambe invece risultano ancora prive di forza. Tuttavia mi pare molto meglio di quello che inizialmente pensavo.

    Bel giro e bella compagnia. Ci mancava solo il Tosto che prosegue nei suoi allenamenti segreti!

      • #Bici
      • #Primavera
      • #Agno
      • #Quargnenta
      • #Calvarina
      • #Marines
    • 2 mesi fa
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  • Come gestire le risorse umane in azienda?

    Come gestire le risorse umane in azienda per la creatività?Daniel H. Pink afferma che la gestione delle risorse umane - il management - non è un abilità naturale bensì una invenzione umana. L’uomo non nasce dunque sapendo come si gestiscono le risorse umane ma se lo è inventato. 

    Da questa osservazione se ne deducono due cose. In primo luogo, tutti possono imparare come gestire le risorse umane. In secondo luogo, se è una invenzione umana allora la modalità di gestione delle risorse umana è destina ad evolvere così come si è evoluta la maniera in cui ascoltiamo musica (dal grammofono all’iPod).

    Proprio su questo secondo aspetto volevo soffermarmi. Se pensiamo alla catena di montaggio fondista essa è un modo di produzione perfetto per diminuire i tempi e massimizzare la specializzazione. In questo caso le risorse umano sono assimilabili ad automi. In genere, questa osservazione vale per tutte le modalità di gestione di tipo comando e controllo che risultano ottime per l’ottimizzazione dei processi. Questo approccio, mostra tuttavia tutti i suoi limiti quando si tratta di coinvolgere le persone, stimolare il pensiero creativo, provare nuove vie, inventare e rompere gli schemi. In questi casi serve autonomia.

    Gestione delle risorse umane e autonomia sono due termini che sembrano cozzare non poco tra loro. L’importante è comprendere quali sono le variabili sui cui è necessario fornire autonomia alle risorse che siamo chiamati a gestire.

    Pink ci suggerisce quattro aspetti come quelli chiave su cui fornire autonomia al fine di favorire la creatività:

    • Compiti: cosa fanno? Programmatore o fotografo? Ingegnere o scrittore?
    • Tempo: quando lo fanno? Di giorno, di notte, nei weekend, …
    • Tecnica: come lo fanno? Con il computer, con la carta e la penna, da soli, confrontandosi,…
    • Team: con chi lo fanno? Con i colleghi, assieme ad una community online, …

    La gestione delle risorse umane sembra dunque richiedere più libertà e autonomia e meno controllo al fine di raggiungere performance superiori.

    Il passaggio da automi ad autonomi richiede per funzionare un manager sempre più capace di ispirare, dare valori e linee guida forti entro i quali le risorse umane possano esprimere le proprie potenzialità. In altre parole, un manager sempre meno capo e sempre più coach.

    Fonte: sethgodin.typepad.com

      • #Daniel Pink
      • #Risorse Umane
      • #Coach
      • #Autonomia
      • #Manager
      • #Creatività
      • #Libertà
      • #Innovazione
    • 3 mesi fa
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  • La maggior parte dei messaggi inviati oggi sono inutili o irrilevanti, e questo oltre che alle email si applica agli sms. Ho l’impressione che non si tratti più di comunicazione. Quello che la gente cerca è una connessione, ha bisogno di crearsi dei legami con altri esseri umani

    - Shiva Ayyadurai

    Ogni giorno tra sms, mail e social network siamo tempestati da una serie di comunicazioni spesso a basso valore. In questo mondo, sempre più fitto di canali di comunicazione a basso costo talvolta sembra sia impossibile creare connessione. Ecco che la pizza, il caffè, l’incontro dal vivo assumono un valore ancora maggiore che in un recente passato. La comunicazione tra persone non può essere legata al caso e diventa un asset fondamentale, sia con i clienti, sia con i propri collaboratori e colleghi.

    Cosa fare quindi? Portare maggiore attenzione alla differenze tra quantità di comunicazioni e qualità delle stesse. Come?

    1. Trovate il tempo per partecipare ad eventi o se gestite un team di persone create degli eventi;
    2. Non confondete il gruppo con il team. Dedicate del tempo e organizzate delle attività al fine di costruire il team e far emergere i leader;
    3. Sostenete l’uso dei social network (per esempio un gruppo privato su Facebook) come mezzo di interazione sul lavoro. Sebbene sia sempre un media virtuale i social network aiutano a creare relazioni invece che contatti tra colleghi e anche con i clienti. 
    4. Non dimenticate che qualsiasi sia il lavoro le risorse umane sono un asset centrale la cui performance non dipende solo dalla intelligenza ma anche da motivazione e ambiente di lavoro.

    Fonte: rampini.blogautore.repubblica.it

      • #Comunicazione
      • #Interazione
      • #Connessioni
      • #Risorse Umane
    • 3 mesi fa
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  • E’ comodo non lo nego, anzi peggio ancora è normale, fermarsi a vedere le cose che vedono tutti. Vedere quello che c’è oltre, implica cercare, sbagliare, studiare,…tutto questo ma non solo. Andare oltre significa anche avere il piacere della diversità, senza paura

    Quando abbiamo un problema abbiamo tre opzioni.

    1. Pensare al problema. Probabilmente troveremo solo un problema più grande.

    2. Cercare una soluzione al problema. Probabilmente quello che troveremo sarà qualcosa che creerà nuovi problemi o sposterà nel tempo il problema.

    3. Andare oltre il problema. Andare oltre il problema significa affrontare il problema nella sua totalità. In un mondo sistemico e sempre più a network non esiste mai un problema con una soluzione. Qualsiasi sia il problema esso va analizzato da più punti di vista, liberandosi di qualsiasi esperienza e soluzione. Ogni problema necessita di appositi occhiali per essere risolto.

    Come andare oltre al problema? Cinque consigli.

    1. Confrontati. Cerca di coinvolgere nella soluzione persone che non sono direttamente interessate alla questione e/o che non sono vicino al problema in termini di competenze e conoscenze.

    2. Vai oltre l’intelligenza razionale. Il problema va scritto, disegnato, fotografato, raccontato, reso storia, … Nell’affrontare un problema cerchiamo di attivare tutte le nostre intelligenze.

    3. Gioca. Per quanto grande sia il problema cerca di trovare il modo per giocarci. Il gioco attiva uno stato psicologico che ci permette naturalmente di andare oltre e fantasticare.

    4. Escludi qualsiasi soluzione pre-confezionata. Ogni problema è un’occasione unica di cambiare e migliorare non usare soluzioni standard. Conoscere le soluzioni che ci sono va bene, ma quello che ti serve è conoscere il tuo problema andando oltre.

    5. Goditi la ricerca. Andare oltre il problema richiede di apprendere e aprire la propria visione. Godersi la ricerca permette di imparare al massimo durante tutta questa fase.

    Fonte: youtube.com

      • #Errori
      • #Problemi
      • #Problem Finding
    • 3 mesi fa
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    Chi sono

    Mi chiamo Gianluca adoro leggere, andare in bici, giocare con il mio Cavalier Leònidas Matisse, fare formazione e studiare tutto ciò che riguarda la comunicazione, la formazione e la conoscenza.

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